Sparare sulla croce rossa

Questo modo di dire nasce dalla descrizione di una delle azioni più vili che poteva essere compiuta durante la guerra: il tacito accordo di entrambi gli schieramenti prevedeva infatti che nessuno potesse sparare i soccorritori che andavano a recuperare i feriti sul campo.
Sparare sui soccorritori significava andare a colpire delle persone disarmate, innocue all’altro esercito e impegnate nel salvare vite umane.
Chi si macchiava di questa colpa era disprezzato come uomo, prima ancora che come soldato.

Oggi è diventato un modo di dire meno offensivo e grave che descrive delle persone che se ne approfittano di altre sapendo che non possono reagire. Può anche essere usato per indicare chi sfida qualcuno con capacità decisamente inferiori o in tutti quei casi in cui le parti siano squilibrate ed è quindi scontato l’esito di un qualsiasi confronto.

 


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