Prendere le metafore alla lettera

Alessandro Bergonzoni, comico, attore, scrittore, maestro della lingua italiana capace di giocare con le parole e con le frasi come fossero argilla, ha una rubrica sul Venerdì di La Repubblica da cui ho tratto spunto per il post di oggi.

L’articolo comincia con uno scambio di battute tra la paziente e il dottore:

“Dottore, mi aiuti: il mio uomo mi ha appena piantata.”

“E lei ricresca altrove. L’avesse abbandonata sarebbe un male ma piantata significa che può rigermogliare e crescere altrove.”

Bergonzoni amplia la metafora che ha fatto utilizzare alla paziente: non fermandosi solo sugli aspetti negativi, ma facendole notare, con piacevoli esagerazioni, le conseguenze positive che avrà l’essere stata piantata.

Prosegue infatti con:

“Noi siamo piante non solo pianti, la vita è un giardino, un ortogonale, abbiamo lati di crescita infiniti (…)”

Niente disperazione quindi, ma speranza e fiducia: così come una pianta, può rinascere e generare nuovi frutti anche una persona lasciata dal proprio uomo può regalare ancora molto e non abbandonarsi alla tristezza del momento.

Invito tutti coloro che hanno sorriso alla lettura di questo post ad approfondire la conoscenza di questo autore, forse ancora troppo poco noto per la sua bravura e che riesce con ironia e scioltezza a mascherare monologhi impegnati e impegnativi.

 

 

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