Pensare a se stessi come a un’azienda

Essere imprenditori di se stessi, sapersi gestire e vendere bene: sono tutte frasi che oggi consigliano comportamenti adeguati per sopravvivere nel mondo del lavoro.

In metafora si utilizzano termini e verbi che riguardano tipicamente le organizzazioni per parlare della nuova figura del lavoratore, in grado di intagliarsi un posto nel nuovo mercato.

I contratti sempre più brevi e instabili hanno provocato delle rivoluzioni per i lavoratori che possono scegliere due strade principalmente:

  • rimanere schiacciati dai continui cambiamenti continuando a ostentare il desiderio di un posto fisso, ormai anacronistico, e passando a lamentarsi i tempi tra un’assunzione e l’altra invece che darsi da fare per cercare qualcosa di meglio rispetto a prima;
  • lanciarsi nel mercato non solo adattandosi ai nuovi contratti, ma anticipandoli: l’azienda vuole un contratto di un anno? Benissimo, l’anno prossimo potrò sfruttare l’esperienza per fare qualcosa di più stuzzicante. Mi propongono solo un part-time? Meglio, avrò tempo per dedicarmi ad altri lavoretti che non ho mai avuto tempo di fare e che da soli non mi permettono un vero stipendio.

Ovviamente le due possibilità sopra descritte sono estremizzate e non è facile vivere questa situazione, soprattutto perché siamo ancora in una fase di assestamento e risentiamo dei disguidi della scossa che c’è stata.

Ma l’unico modo per non subire passivamente i cambiamenti è non perdere la speranza e rimboccarsi le maniche continuando a cercare, a inviare curriculum, a stanare ogni volta qualcosa di meglio che maggiormente si adatta a noi.

Tutto quello che una buona azienda deve fare per poter non solo sopravvivere nel mercato, ma riscuotere anche guadagni e successo: deve continuare a svilupparsi, ad aggiornarsi, cercare sbocchi nuovi e dotarsi sempre degli strumenti migliori. Una sfida che ha mietuto molte vittime anche in campo aziendale, ma che ha permesso ugualmente la nascita o la crescita di giganti che riescono ad adattarsi anche a tempi morti utilizzandoli per investimenti in formazione e ricerca che frutteranno appena la domanda crescerà o che hanno permesso già nel presente di rimanere sulla soglia dell’autonomia economica.

Quindi? Diamoci da fare e in bocca al lupo a tutti voi imprenditori!


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