I parassiti dello Stato

Ultimamente sugli schermi televisivi sono comparse alcune pubblicità che richiamano all’ordine gli italiani per una questione non proprio nuova: l’evasione fiscale.

Se ne è parlato come di una piaga per il Paese, una ferita, una vergogna e di lotta per combatterla se ne è fatta molta, ma ancora ci conviviamo.

Gli ultimi spot cercano di riscuotere gli italiani utilizzando la metafora dei parassiti per descrivere gli evasori, con uno schiaffo morale forse non troppo forte, ma comunque efficace.

Pensare a un parassita suscita infatti ribrezzo e fastidio perché oltre a doverlo alimentare controvoglia, porta anche conseguenze dannose all’organismo che lo ospita.

Una persona che vive sulle spalle di qualcun altro non è mai simpatica, nemmeno se si tratta di un amico o un partente. E la pubblicità denuncia migliaia di sconosciuti che vivono sulle nostre spalle e quindi il disturbo che dovrebbero suscitare è ancora maggiore.

Spero sinceramente (anche se con molti dubbi) che questo spot colpisca almeno parte dei bersagli a cui è destinato per interrompere una situazione sempre più pesante da sopportare e che non ci mette in buona luce di fronte agli altri Paesi, in cui questo problema è quasi inesistente.

 

 


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