L’affetto doveroso verso le persone

Eugenio Montale è stato poeta, giornalista, critico musicale che ha meritato il premio Nobel per la letteratura nel 1975 ed è uno tra i migliori scrittori italiani.

In questo post riporto la metafora che l’autore ha utilizzato per descrivere la natura di alcune nostre relazioni, che purtroppo è lampante per tanti di noi:

Molti affetti sono abitudini o doveri che non troviamo il coraggio di interrompere”

Non solo amicizie, a volte perfino amori, vengono mantenuti più per comodità che per interesse. Questo atteggiamento, oltre ad essere profondamente triste, è anche contro la natura degli affetti stessi che per definizione sono sinceri, spontanei, piacevoli. Il contrario sono invece le routine e i doveri che vengono svolti senza attenzione nel primo caso e come fastidiosi ma necessari nel secondo.

Se gli affetti si trascinano fino a diventare doveri, quello che manca per dare una svolta alla situazione è proprio il coraggio di interrompere qualcosa che non solo non dà più soddisfazioni, ma non è neanche onesto nei confronti degli altri coinvolti.

È curioso pensare che in una società come la nostra, in cui i cambiamenti di lavoro, interessi, città, sono all’ordine del giorno, gli affetti hanno mantenuto un aspetto di sacralità che li fa percepire ancora come doverosamente immutabili.

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