Metafore di orientamento

Riprendendo la distinzione che Lakoff e Johnson effettuano delle metafore, si possono individuare le metafore strutturali, le metafore di orientamento e le metafore ontologiche.

La descrizione che gli autori compiono è molto utile per comprendere queste figure retoriche.

Oggi in particolare vi parlo delle metafore di orientamento, con i relativi esempi di utilizzo per riconoscerle nei discorsi quotidiani.

Le metafore di orientamento organizzano i concetti localizzandoli rispetto ad altri. Spesso si riconoscono perchè accompagnate da indicatori spaziali come su-giù, dentro-fuori, davanti-dietro, sopra-sotto, in profondità-in superficie, centrale-periferico.

Questi orintamenti spaziali derivano dalla costituzione del nostro corpo e dal suo funzionamento nell’ambiente che ci circonda, in quanto si basano sulla nostra esperienza fisica e culturale.

Ad esempio:

  • Contento corrisponde a su → “Essere su di morale
  • Triste corrisponde a giù → “Essere giù di morale”, “Mi sento giù

Il riferimento alle basi fisiche è evidente: la posizione a capo chino si associa solitamente all’idea di tristezza, invece la posizione a testa alta ad uno stato emotivo positivo.

Questi significati sono profondamente radicati nella cultura e variano quindi nel mondo.

(LAKOFF & JOHNSON, Metaphors we live by, 1980)

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