Quando il lavoro diventa un gioco

Questo post è dedicato a chi già lavora e ogni tanto dimentica che può provare piacere lavorando, ma anche a chi ancora non lavora e inizia a immaginare come può essere farlo, con l’augurio che la persona si possa rispecchiare nelle frasi sottostanti e che sia soddisfatta della sua attività.

Vi segnalo oggi la metafora utilizzata da Massimo Bruscaglioni che utilizza le bruscaglioniparole “giocatore eccellente” per parlare del lavoratore, facendo un parallelismo tra gioco (ovviamente praticato a livelli agonistici) e lavoro. Nel suo libro “Persona empowerment” evidenzia in questo modo quanto siano simili il lavoro e il gioco eccellente e come elemento di base comune abbiano l’importanza che la persona dà al risultato.

È una metafora che unisce due campi semantici che siamo stati abituati culturalmente a tenere separati, ma è utilizzata a pieno diritto e trasmette un immagine molto bella che fa pensare in modo diverso al proprio lavoro, troppo spesso condannato e detestato.

Invito quindi i lavoratori a verificare se si ritrovano in alcuni principi del gioco eccellente che l’autore riporta come validi anche nel mondo del lavoro e se questo non accadesse, provasse una volta letti ad applicarli nella sua attività.

  • Il giocatore eccellente deve sempre tentare di vincere, ma sa che ogni volta può vincere o perdere;
  • Il giocatore eccellente vuole giocare ogni partita al meglio delle proprie capacità;
  • Il principale risultato costante è nella sfida con se stesso;
  • Il giocatore eccellente sa che ci sono campionati a tutti i livelli, non sempre si sta giocando per il titolo mondiale;
  • Il giocatore eccellente mentre gioca vuol sempre imparare e diventare più bravo;
  • Il giocatore eccellente si impegna in ogni momento ma nel contempo mantiene uno spazio psicofisico dedicato alla lucidità che gli consente di capire come sta girando il gioco;
  • Il giocatore eccellente sa che si tratta di un gioco e quindi come ha un inizio avrà anche una fine, ma soprattutto che c’è un tempo esterno e interno non solo alla partita ma anche al gioco stesso;
  • Il giocatore eccellente è persona intera anche durante il gioco: porta sempre con sé aspetti che provengono da altri ambiti della vita;
  • Il giocatore eccellente prova emozioni molto forti durante il gioco, ma sa anche gestirle;
  • Il giocatore eccellente rispetta le regole, formalizzate e riconosciute dal gioco, talvolta esplorandone i confini;
  • Il giocatore eccellente ama la competizione ma sa anche che la collaborazione è fondamentale nel gioco di squadra;
  • Il giocatore eccellente talvolta inventa un nuovo modo di giocare, lo rende apprezzato e vincente.

(B. Massimo, Persona Empowerment, Franco Angeli 2007)

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