Il Curriculum Vitae: la nostra storia raccontata a lavoro

Un buon modo per scrivere un curriculum vitae è di pensare di scrivere una storia, o meglio di raccontare la propria storia. La trama deve essere lineare e coerente e avere se stessi come protagonisti.

Per quanto riguarda la parte relativa agli studi, si devono quindi susseguire i vari titoli conseguiti partendo dalla scuola media superiore (essendo gli studi precedenti obbligatori non ha molto senso inserirli nel proprio CV) fino all’ultimo anno di istruzione. Stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento, periodi di studio all’esterno, tirocini, stage o altre esperienze utili. Infine il tutto va completato con i propri interessi e hobby che possono essere un ottimo spunto di conversazione in sede di colloquio.

Quando si va a rileggere quanto scritto, il testo deve risultare di facile lettura e avere una certa sequenzialità logica.

Ovviamente nel proprio percorso ci possono essere delle svolte o dei cambi decisivi, sia negli studi che nel lavoro, ma questo non deve essere visto come una brusca interruzione della storia (continuando nella metafora), bensì se adeguatamente motivato e argomentato è generalmente apprezzato e valutato come simbolo di iniziativa e intraprendenza.

Un esercizio utile prima di affrontare un colloquio di lavoro può essere proprio quello di narrare a voce alta la propria storia, prendendo come spunto quanto scritto in modo schematico nel CV.  Ci si renderà subito conto se quanto si sta dicendo si può arricchire ulteriormente per dare un’immagine più completa di noi o se ci sono dei cambiamenti che possono apparire poco chiari ad un ascoltatore esterno e che quindi richiedono una capacità maggiore di argomentazione.

Sono piccoli accorgimenti, ma molto utili nel momento in cui ci si prepara a un colloquio di lavoro il cui esito dipende in buona parte anche da quanto siamo in grado di raccontare di noi.


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