Il cavallo di battaglia

Il cavallo di battaglia non è un cavallo come tutti gli altri. Storicamente indicava il cavallo del re: quello più forte, coraggioso e addestrato a riportare in salvo il cavaliere anche nel caso in cui questo fosse ferito. Era un cavallo pronto allo scontro di cui ci si fidava ciecamente in situazioni incerte come la battaglia.

Non a caso l’espressione è utilizzata oggi metaforicamente per indicare un particolare punto di forza di una persona, di un gruppo o di un’intera categoria professionale. Ad esempio per uno scrittore il cavallo di battaglia può essere il suo libro più venduto, così come per un cuoco il suo piatto forte. È qualcosa che permette di distinguersi dagli altri e che può rivelarsi vincente in una competizione.

L’espressione può anche essere usata in tono sarcastico se si vuole sottolineare come quello sia l’unico punto di forza della persona. Se ad esempio un attore ha un pezzo con cui riscuote molto successo, non può pensare che da solo possa bastare per la fama. Solitamente il cavallo di battaglia è quello di cui ci si fida maggiormente e su cui si è investito di più, ma per vincere sono necessari anche altri cavalli!

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