Idealisti, realisti o generativi?

Le metafore che si utilizzano quando si fa formazione sono davvero molte e oggi ne riporto un’altra tratta da un lavoro di Bruscaglioni (Per una formazione vitalizzante, Franco Angeli 2005), autore di cui vi avevo già parlato.

Bruscaglioni è conosciuto per l’approccio Empowerment Oriented che ha sviluppato e che (detto in parole molto povere) ha la funzioni di rimobilitare l’energia desiderante delle persone. Si cerca di ricordare loro quanto sia importante seguire e ascoltare i desideri.

È un approccio che può essere considerato a una prima letta come utopistico e difficilmente realizzabile, ma l’autore distingue utopia da desiderio generativo per screditare questa sentenza e lo illustra con un’eloquente storia metaforica di cui vi riporto il riassunto:

Su un prato verde ci sono un gruppo di idealisti che pensano e parlano solo di cose belle, che sono belli e si sentono belli. Parlano di grandi invenzioni, di innovazioni, di come la società dovrebbe essere e di sentimenti nobili. Ma questo gruppo non riesce mai a realizzare qualcosa di concreto in nessun campo, tante volte non riesce nemmeno a proporlo.

Questa situazione a lungo andare li inquieta, fino a farli decidere di spostarsi in una zona, non troppo distante, dove oltre al prato ci sono anche alberi e frutti. Ma per arrivare là dove si genera e crea sono costretti ad attraversare un fiume fetido: oltre che ad essere sporco, sporca le persone che lo attraversano.

Gli idealisti si comportano a questo punto in tre modi diversi:

  1. alcuni se ne vanno dopo una breve immersione: non si fanno quindi contaminare rimanendo idealisti belli ma non generativi;
  2. alcuni cercano di attraversarlo ma vengono travolti dalla corrente e rimangono nel fiume: diventano cinici e criticano i sogni di gioventù e vedono contaminati anche i sentimenti teoricamente più nobili delle persone;
  3. il terzo gruppo, aiutandosi, è riuscito ad arrivare dall’altra parte e diventa generativo: mantiene parte dell’idealismo da cui è partito, ma smussato dalla realtà e da un poco di cinismo.

Sono tre scelte che non facciamo fatica a ricondurre alla vita reale e soprattutto al passaggio da adolescenti ad adulti. Ovviamente le terza possibilità è quella più auspicabile e fruttuosa che dovrebbe essere scelta.

E voi, cosa ne dite? Vi sembra rispecchiare bene gli atteggiamenti delle persone questa metafora?

 

 


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