Facebook “miccia di esplosive rivolte”: condannati a 4 anni per pagina fb

E’ successo a Londra, a seguito dei numerosi scontri che hanno animato le notti degli scorsi giorni, incitati anche dai social network che si sono rivelati un conduttore immediato e perfetto per diffondere a macchia d’olio i dettagli per organizzare la violenza.

Proprio con l’accusa di avere sostenuto questi scontri su una pagina Facebook intitolata “Smash down in Northwich Town”, sono stati arrestati con una condanna di 4 anni due ragazzi: Jordan Blackshawn e Perry Sutcliffe-Keenan, rispettivamente di 21 e 22 anni.

L’accusa è di avere offerto l’appoggio per un punto di aggregazione utile ai protagonisti della rivolta ed è quindi un favoreggiamento di non poco conto. Dall’altra parte avvocati e famiglie rimangono allibiti di fronte a questa sentenza e dichiarano la volontà di fare ricorso in appello per questa pena giudicata sproporzionata.

A loro difesa si parla di una pagina nata per scherzo, creata su un social network adibito allo svago e non ad organizzare la criminalità.

Ma il giudice non sembra sentire ragioni, rimanendo fermo nella sua decisione che spera funga da deterrente per disincentivare ulteriori azioni.

Il caso ha aperto aspre discussioni in cui si schierano da una parte coloro che ritengono eccessiva la pena che può diventare solo un esempio negativo della giustizia inglese; dall’altra si schiera chi è stato coinvolto o che ha subito le conseguenze di questi scontri e che crede giusto punire anche chi ha sostenuto dal web queste barbare iniziative, ma si aggiungono anche coloro che temono il potere dei social network per organizzare future sommosse.

I social network non sono più quindi da considerare innoqui passatempi, bar virtuali o nuove piazze in cui le persone si trovano a parlare: come ogni luogo di scambio vedono passare accanto a superficiali chiaccherate anche impegnative questioni sia positive che negative, i cui risvolti concreti si sono già visti (purtroppo in questo caso!).

Una dura questione quindi. E voi che ne pensate? Sentenza giusta o impropria?


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