Autogol della Moratti nello scontro con Pisapia

L’errore fatale della Moratti durante il confronto televisivo con Pisapia è subito rimbombato in tutti i giornali, tg e internet. Il passo falso è stato definito da molti giornalisti un autogol del sindaco e proprio in questo modo titola anche un articolo di La Repubblica.

L’autorete è definita come un errore compiuto da un giocatore che porta in vantaggio l’avversario, regalandogli del punteggio. Dai dati dei sondaggi della trasmissione di ieri sera, si nota come i punti regalati dalla Moratti siano davvero molti (troppi!), più di quelli che la candidata si sarebbe potuta giocare. Durante la prima parte della trasmissione la Moratti vantava infatti, secondo i sondaggisti del premier, di 7 voti contro i 5.5 di Pisapia. Ma proprio grazie alle infondate accuse ricevute, Pisapia ha guadagnato una possibilità di risalita ormai abbandonata a un passo dalla chiusura della trasmissione e i punteggi si sono ribaltati a 5 per la Moratti contro 6.5 di Pisapia.

Come è noto a ogni sportivo, l’autogol non è un semplice errore, ma qualcosa destinato a oscurare per un periodo l’immagine del calciatore che ha sbagliato. In questo caso il sindaco si è giocata la reputazione di figura posata e corretta e si è trascinata una serie di prime pagine che offuscheranno, almeno in questi giorni, la sua candidatura.

Tra le righe di Nabokov

Mio padre era un uomo amabile e indulgente, una macedonia di geni razziali: cittadino svizzero, aveva antenati francesi ed austriaci, con un tocco di Danubio nelle vene”.

Nelle prime pagine di Lolita (Nabokov, 1955) il protagonista descrive così il proprio padre. Il termine macedonia, che è normalmente utilizzato per descrivere un insieme eterogeneo di frutta, viene impiegato per narrare la provenienza paterna. Così come la macedonia è ricca di diverse qualità di frutti, che ne sono la peculiarità e merito della bontà, anche il padre viene identificato con un miscuglio di nazionalità.

L’utilizzo di questa metafora esalta il carattere positivo della disomogeneità, che rende l’uomo interessante e importante. Questa scelta dimostra il rispetto verso la figura paterna: se l’autore avesse voluto dare una connotazione negativa, avrebbe utilizzato probabilmente un’espressione come “incrocio di razze” che ricorda gli animali, abbassando notevolmente il grado della persona.

Questo è solo un esempio di metafora che rende almeno un pochino l’idea della scelta minuziosa e della ricchezza di termini con cui Nabokov avvolge il lettore.



Corri senza freni

E’ questo lo spot che la nike ha scelto per reclamizzare le scarpe da corsa ai piedi di Andrea Schilirò: il testimonial romano che per lavoro e passione gira, o meglio corre, di città in città. La sua è una vita sempre in movimento, alla ricerca di nuove sfide e sempre con un alone di libertà che lo accompagna nelle sue molte attività.

La metafora utilizzata nello slogan permette di racchiudere in 3 parole la descrizione di Andrea che troviamo maggiormente approfondita nel blog della nike:

Il divertimento ha le gambe di un uomo impossibile da addomesticare. È un uomo che ha inventato il vaccino contro badge, scrivania e computer.”

E lo slogane riesce appunto a trasmettere ai lettori la sensazione di correre senza ostacoli, senza fermarsi, senza pensare. La libertà del non avere freni, di chi non conosce la stanchezza fisica e di chi non vuole stare fermo ad aspettare. La piacevolezza di una corsa liberatoria senza che nessuno possa opporsi e rompendo quei freni che solitamente ci si sente addosso, che bloccano gli ingranaggi non solo delle gambe, ma anche della mente.

 

 

Combattere sclerosi multipla, hiv, tumori

 

Il verbo combattere significa prendere parte ad uno scontro o a una battaglia ed è utilizzato spesso quando si parla di malattie la cui cura è ancora in via di sviluppo. Stiamo combattendo ad esempio contro i tumori, l’hiv e la sclerosi multipla. La metafora comunica innanzitutto che l’incontro non è ancora stato vinto, anzi, gli annunci di svariate associazioni ci esortano ad arruolarci con firme e donazioni in f avore della ricerca. Inoltre il combattimento implica una faticosa messa in gioco, il cui esito non è certo. Come ogni battaglia presuppone dei feriti e delle vittime e infatti sono purtoppo tante le vite umane che queste malattie si portano via.

È interessante notare invece, come con le malattie più lievi come mal di testa, febbre, nausea, di cui è nota la causa e soprattutto la cura, si usano metafore come “placare”, “calmare”. Sono verbi che trasmettono maggior potere del soggetto sulla malattia e presuppongono dei rimedi minimi rispetto al caso in cui il nostro sia un nemico in battaglia.

Decolla un’Alitalia nuova

Il verbo decollare è utilizzato per descrivere la partenza di un aereo, quando si stacca dalla pista e sale verso il cielo. In questo caso non c’è nessun aereo che prende il volo, ma un’intera compagnia aerea!

Questa frase d’impatto la troviamo collegandoci alla sezione “Chi siamo” di Alitalia.

Soffermiamoci su come la compagnia ha saputo giocare sulla metafora decollare, vediamo come Alitalia voglia dirci molto di più che strapparci un semplice sorriso. Infatti qualcosa che decolla è ben più di un semplice inizio. Prevede una partenza che sarà seguita da una crescita esponenziale e ci fa immaginare che ci sia molto altro da vedere se vorremo seguire la compagnia nel suo decollo. Proseguendo la lettura troviamo infatti supporto a questa immagine:

Decolla Alitalia, con l’obiettivo di diventare il vettore di riferimento in Italia e un player internazionale.”

Con questa frase viene ripreso il concetto del titolo e ulteriormente chiarita quella che sarà la rotta che Alitalia si propone.

Come premesse sono davvero buone, speriamo che il viaggio continui!