Minoranza a bocca asciutta: il Governo incassa la fiducia

Il tema del giorno è senza dubbio la fiducia che oggi il Governo ha ottenuto grazie ai 316 voti. Le metafore che sono state utilizzate dai media e che si possono utilizzare sono davvero molte: di seguito farò un breve riassunto di quanto successo, sottolineando le metafore della cronaca.

Dopo l’incidente che aveva fatto traballare il Governo tre giorni fa (la bocciatura del bilancio) oggi colpo di scena che riconferma una fiducia ormai data per smarrita. Si è parlato infatti di una maggioranza zoppa e al capolinea, ma evidentemente le condizioni di quest’ultima non erano così cagionevoli come sembravano o, meglio, come qualcuno sperava fossero.

Nel primo pomeriggio infatti i 316 voti hanno confermato, per la 53esima volta, fiducia al Premier e al suo Governo. Il PD è costretto a rimangiarsi le parole dopo che aveva preannunciato un Governo che sarebbe morto di fiducia.

Da parte sua il Premier sembra essere tranquillo e per ora non ha mai fatto un passo indietro nonostante ultimamente la sorte della sua maggioranza non sia tra le più felici. Il tramonto della legislatura si è sfiorato già più di una volta e la minaccia del voto anticipato è sempre in agguato.

In poche righe ecco riassunto un piccolo stralcio della politica oggi, ma da domani un’altra pagina verrà scritta e chissà cos’altro ci aspetta.

Prime pagine dei giornali di oggi: metafore per descrivere il governo in crisi

Che non sia un bel periodo per Berlusconi (nonostante lui si ostini a sostenere il contrario) non è un mistero e ieri un metafore crisi governoulteriore colpo ha peggiorato le condizioni del Governo.

Il premier ha subito infatti la bocciatura sul bilancio a Montecitorio non avendo raggiunto la maggioranza dei voti e, dopo lo sconcerto iniziale, ha deciso di tornare a chiedere la fiducia al Parlamento nei prossimi giorni.

Per descrivere la delicata situazione sono state molte le metafore utilizzate dai titoli di giornale, di seguito alcune di quelle che hanno maggiore impatto sui lettori:

– Governo KO (La stampa)

Governo al capolinea (Il riformista)

– Lo scivolone alla camera (Il giornale)

Il Governo traballa, lo sgambetto (Libero, riferito a Tremonti che non ha votato)

Giochi d’autunno: i responsabili e Tremonti tengono il Governo sulla corda (L’opinione)

– Governo KO, Tremonti alla finestra (Il secolo XIX)

– Governo sul baratro, battuto sul bilancio (La nuova)

 

Metafore che si utilizzano per chiarire la situazione

A volte ci troviamo di fronte a problemi o situazioni complessi che non sono immediatamente comprensibili e che ci rendono difficile capire come affrontarli nel migliore dei modi. Quando ci si vuole vedere chiaro si utilizzano diversi modi di dire che contengono metafore, di seguito ne elenco alcuni:

Mettere a fuoco la situazione

Così come fossimo degli obbiettivi di una macchina fotografica, quando qualcosa ci appare poco chiaro, cerchiamo di metterlo a fuoco andando a delineare chiaramente i contorni di ciò che in un primo momento ci appariva sgranato.

Fare il quadro della situazione

Questa metafora trasforma qualcosa di astratto come una situazione in un’immagine: il soggetto del quadro. Se si ha di fronte un quadro si può analizzare nel dettaglio ciò che vediamo e allo stesso modo si cerca di fare per una situazione che inizialmente chiara non è.

Esaminare la situazione

Il verbo esaminare si utilizza quando si prende qualcuno o qualcosa in attenta considerazione: l’oggetto di interesse è qualcosa di fisico e concreto che si può analizzare. La metafora permette di trasformare l’astrattezza della situazione in qualcosa di concreto per sottolineare la possibilità di andarla a scrutare attentamente in tutte le sue sfaccettature. Questa metafora pretende che chi sta “esaminando” sia considerato esterno alla situazione e quindi in grado di darne un parere oggettivo. In realtà nel momento stesso in cui si decide di analizzare qualcosa si implicano una serie di filtri e osservazioni che sono propri di ogni persona e ognuno vedrà la situazione da un punto di vista diverso.

Fare il punto della situazione

Anche in questo caso la metafora sottolinea che si vuole capire meglio la situazione facendone il punto: andando cioè a delineare gli aspetti essenziali che la compongonoo per capire come è preferibile procedere.

Legge bavaglio: purtroppo non solo una metafora

In questi giorni il Decreto intercettazioni, comma 29, sta facendo molto discutere il popolo italiano e sono molte le iniziative del web. Il gesto più eclatante per ora l’ha compiuto Wikipedia che si era oscurata in segno di protesta perché vede minacciati i principi sui quali si fonda. È ferma la possibilità di veder crescere il sapere e la conoscenza grazie a una collaborazione virtuale fra utenti che tutti insieme costituiscono una gigante redazione senza barriere. Ma questo, come già detto, non coinvolge solo Wikipedia, ma tutti i mass media.

La metafora bavaglio, con cui è stata soprannominata la legge, indica il fazzoletto che si lega attorno alla bocca di qualcuno che non si vuole far parlare. E proprio così si sentono i vari giornalisti, blogger, redattori e scrittori: imbavagliati. Impossibilitati a scrivere con la libertà che hanno sempre avuto o che per lo meno hanno sempre creduto di avere.

La possibilità che venga davvero messo questo bavaglio sta suscitando l’indignazione generale, ma non si sa se questa sarà abbastanza per rimanere liberi.

Staremo a vedere nei prossimi giorni come si evolveranno i fatti. Mi auguro davvero che non passi il decreto, ma prima ancora che qualcosa cambi in questa Italia che suscita spesso scalpore, ma che poi, di anno con anno, legislatura dopo legislatura, compie sempre gli stessi errori.

 

 

 

Le metafore dei giornali per ricordare il genio della Apple

Triste notizia che ha inondato tutti i mass media: Steve Jobs muore all’età di 56 anni, sconfitto da un tumore al pancreas. È stato un grande uomo che, indipendentemente dalla simpatia verso la Apple, è riconosciuto da tutti come innovatore dall’indiscutibile intelligenza e lungimiranza.

Guardando un po’ di articoli sparsi per la rete, riporto alcune metafore che sono state utilizzate per descriverlo e che trasmettono la magnificenza di questa vita (seppur breve) e la tristezza dei fan che lo ricordano:

“…la scomparsa di uno dei simboli dell’èra digitale” (Repubblica.it)

“Morto Steve Jobs, mago della Apple – L’America si è fermata” (Ilsole24ore.it)

“E’ morto Steve Jobs, visionario della Apple” (Ilmessaggero.it)

Il mondo piange un genio visionario” (Gazzetta.it)

“Morto Steve Jobs, padre visionario di Apple”  (Ansa.it)

“Morto Steve Jobs, da nerd nel garage a capo di un impero” (Romagnanoi.it)

“E’ morto Steve Jobs, artefice di una filosofia di vita.” (Dazebaonews.it)

Pioggia di omaggi per Steve Jobs” (Notiziefresche.info)

http://www.youtube.com/watch?v=8ogACjJcNzc

Metafore sulle spalle della gente

In alcuni modi di dire vengono utilizzate le spalle per descrivere diversi significati: dallo sfruttamento, al tradimento fino alla raccomandazione. In generale l’accezione che si trasmette è negativa, ma vediamo di seguito alcuni esempi:

Parlare alle spalle di qualcuno

Significa diffamare una persona, dire male di lei con altri senza fare sapere niente alla diretta interessata.

Tramare alle spalle di qualcuno

Si dice quando si progetta qualcosa che nuoce a una determinata persona e lo si fa completamente a sua insaputa.

Vivere sulle spalle di qualcuno

E’ un’espressione che purtroppo oggi si sente spesso per via delle conseguenze del precariato: molti giovani vivono fino a trentanni sulle spalle dei genitori; vengono cioè ancora mantenuti. Ha un’accezione negativa e infatti si utilizza per sottolineare come si tratti di un’età in cui le persone dovrebbero essere autonome. Lo si può dire anche di amici che sono parassiti, non necessariamente in senso economico, ma in ambito scolastico sono ad esempio quelle persone che devono le loro sufficienze a generosi compagni di banco.

Voltare le spalle

Una persona che volta le spalle lascia solo qualcuno con cui aveva una relazione e tutto d’un tratto passa dall’amicizia all’indifferenza o addirittura all’inimicizia.

Avere le spalle coperte

Lo si dice per indicare una persona che è raccomandata: ad esempio “E’ stato assunto perché aveva le spalle coperte.”