Amazzonia: massacrati i difensori del polmone del mondo

L’Amazzonia, conosciuta anche come foresta amazzonica, si trova in America del Sud ed è da sempre considerata il polmone della Terra per via dei 5.5 milioni di km² di zona boschiva.

È noto come con il processo di fotosintesi clorofilliana le piante trasformino anidride carbonica e acqua in glucosio e come sottoprodotto della reazione venga generato ossigeno. È facile quindi capire del perché si utilizzi la metafora di polmone della terra per parlare dell’Amazzonia, che da sola si stima (o meglio, si stimava!) produca il 20% dell’ossigeno mondiale.

Il tema della deforestazione in questa zona è sempre stato al centro di dibattiti, anche se spesso i risultati di queste discussioni sono stati principalmente indignazione e risentimento più che concreti miglioramenti a livello di salvaguardia del territorio.

Oggi si è aggravato ancora di più il bilancio di questa lotta per salvare la natura dall’insaziabile uomo e si contano addirittura 6 omicidi in meno di un mese: vittime sono persone che hanno cercato di difendere la propria terra. Il Corriere della Sera parla di una lista di 125 persone “da eliminare” prossimamente, sempre per la stessa causa.

Sono ancora da definire i colpevoli e i moventi, ma oltre a questi delitti, di indecenze per l’Amazzonia ce ne son state fin troppe e sarebbe ora di finirla sconfiggendo una buona volta il terribile dio denaro.

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