Elezioni 2013: titoli dei giornali di oggi

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Come promesso, ecco l’articolo sulle metafore nei titoli dei giornali di oggi. Molti titoli che accennavano vittorie per un soffio non li ho riportati, lasciando il posto a quelli più incisivi: buona lettura!

 

Il sole 24 ore:

Bersani si aggiudica la Camera al fotofinish.

L’unità:
Senato paralisi.

 

Il Giornale:

Miracolo Berlusconi.

Grillo vola e smacchia Bersani.

Gli italiani arrestano Ingroia e Di Pietro.

 

Il Piccolo:

Italia spaccata in tre.

metafore

Avvenire:

Stallo al Senato.

 

Il Manifesto:

Scacco Matto.

 

Il Fatto Quotidiano:

Grillo boom batte tutti e li spinge all’ammucchiata.

 

Libero:

Il leone Silvio sbrana il Giaguaro.

 

Europa:

Grillo mangia tutti.

MF:

L’Italia perde le elezioni.

 

Il Mattino di Padova:

Grillo sfonda, Governo rebus.

 

Cosa ne pensate? Esiti delle elezioni a parte!

 

Le metafore utilizzate da Svevo nel narrare di Zeno

 Questo articolo è interamente dedicato all’opera di Svevo: “La coscienza di Zeno”: Una storia di un uomo, arricchita da mille sfumature e riflessioni che l’autore non manca di lasciare in ogni pagina, facendo sì che oltre ad avvenimenti e disavventure, non solo ci si affezioni al personaggio, ma si seguano con lui riflessioni sulla vita e sulla morte. Questi, insieme alla malattia, sono temi che accompagnano l’intero racconto, affievolendosi o sviluppandosi a seconda del momento che Zeno sta vivendo. Di seguito ho riportato alcune frasi e stralci presi dall’opera che contengono metafore e che mi hanno particolarmente colpito. Alcune sono ironiche, altre malinconiche e disincantate:

 zeno opera

 

Chissà se l’amo?”È Un dubbio che mi accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l’amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.

 

Quella fiducia di avermi addomesticato definitivamente con quel solo bacio che mi aveva concesso, mi dispiacque enormemente: una donna che pensa così è molto pericolosa.


 

Veramente astuto, ma anche veramente uno scimunito. Era pieno di accortezze che non servivano ad altro che ad ungere il piano inclinato sul quale scivolava sempre più in giù.

 

Ci eravamo poi rivisti qualche volta, e ricordo che la differenza del nostro destino aveva costituito nei nostri rapporti una mia superiorità.

 

(…) una calvizia quasi generale interrotta da un’oasi di capelli neri e fitti alla nuca e un’altra alle tempie.

 

Invece poi scopersi che quell’ironia gli era stata stampata in faccia da madre natura bizzarra. Le sue piccole mascelle non combaciavano esattamente e fra di esse, da una parte della bocca, era rimasto un buco nel quale abitava stereotipata la sua ironia. Forse per conformarsi alla maschera da cui non sapeva liberarsi che quando sbadigliava, egli amava deridere il prossimo.


 

Non era affatto uno sciocco e lanciava delle frecciate velenose, ma di preferenza agli assenti.

 

Quando viene esposto il commesibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s’affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perchè la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l’equilibrio, per un istante, viene ristabilito. Perchè lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente dalla preda muoiono gridando all’ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbero avuto diritto ad avere una parte maggiore. Perchè non muoiono e non vivono tacendo? E’ invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L’unico grido ammissibile è quello del trionfatore.

 


E’ così che a forza di correr dietro a quelle immagini, io le raggiunsi. Ora so di averle inventate. Ma inventare è una creazione, non già una menzogna.

 

La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e usi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure.

 

svevo belle frasiE tu hai letto ques’opera? Cosa ne pensi dello stile di Svevo?