Istruzioni per scrittori

Oggi voglio condividere con voi questo pezzo stupendo di Heinrich Böll che descrive la forza, il potere generatore delle parole, insito in ognuna di loro, ma che a volte viene sottovalutato. In neretto ho sottolineato alcune delle splendide metafore utilizzate in questo brano: buona lettura!

Chi pratica le parole, e con passione, come confesso è il mio caso, diventa, quanto più dura tale pratica, sempre più pensoso, perché è costretto a rendersi conto di quanto siano equivoche, nel nostro mondo, le parole. Appena si siano pronunciate o scritte ecco si trasformano, addossandola chi le ha scritte o pronunciate una responsabilità che solo raramente egli è in grado di portare.  Chi scrive o pronuncia la parola ‘pane’ non sa che cosa ha fatto: si sono combattute guerre per questa parola, essa ha provocato omicidi, porta in sé una eredità formidabile, e chi la scrive dovrebbe sapere quale eredità porta e di che metamorfosi sia capace. Se noi, consapevoli dell’eredità insita in ogni parola, esaminassimo i nostri vocabolari, studiassimo questo catalogo della nostra ricchezza, scopriremmo che dietro ogni parola si nasconde un mondo, e chi pratica le parole, come fa chiunque redige una notizia giornalistica o mette in carta il verso di una poesia, dovrebbe sapere che mette in moto dei mondi, che scatena forze polivalenti: quello che può consolare uno può ferire a morte un altro.

La lingua baluardo della libertà di Heinrich Böll