L’insostenibile leggerezza dell’essere e il potere delle metafore

Un amico mi ha consigliato “L’insostenibile leggerezza dell’essere” (romanzo di Kundera): oltre a ringraziarlo per l’ottimo suggerimento di lettura, dedico a lui e a tutti voi questo bellissimo pezzo, in cui c’è un riconoscimento notevole alle metafore!

 

 

“Di nuovo gli venne fatto di pensare che Tereza era un bambino messo da qualcuno in una cesta spalmata di pece e affidato alla corrente. Non si può certo lasciare che una cesta con dentro un bambino vada alla derive sulle acque agitate di un fiume! Se la figlia del Faraone non avesse tratto dalle acque la cesta col piccolo Mosè, non ci sarebbero stati il Vecchio Testamento e tutta la nostra civiltà! Quanti miti antichi hanno inizio con qualcuno che salva un bambino abbandonato! se Polibo non avesse accolto presso di sé il giovane Edipo, Sofocle non avrebbe scritto la sua tragedia più bella!

Tomas allora non si rendeva conto che le metafore sono una cosa pericolosa. Con le metafore è meglio non scherzare. Da una sola metafora può nascere l’amore.”

Quello che Kundera afferma tra le righe è da prendere come un prezioso suggerimento: quando stiamo parlando, facciamo attenzione a cosa vogliamo trasmettere. Scegliendo una metafora diversa possiamo suscitare amore o odio, sta a noi l’arte di ricamare al meglio i nostri discorsi per comunicare nel modo più efficace possibile.