Curriculum vitae e lettera di presentazione: come giocarseli al meglio

Per comprendere come sfruttare al meglio il Curriculum vitae e la lettera di presentazione, è bene avere in mente due metafore che permettono di collocare immediatamente lo scopo di questi due elementi e quindi come compilarli di conseguenza.

 

Curriculum vitae

 

Ci sono molte immagini con cui viene identificato il Curriculum Vitae: un ritratto, una fotografia, la pensare al curriculum come una carta d'identitàstoria della nostra vita. Ma quella che più spesso viene utilizzata è la carta d’identità. Pensare al proprio curriculum come a una carta d’identità ci fa focalizzare sul tipo di informazioni che devono essere contenute: basilari, esaustive, schematiche. Nonostante la stesura si possa intendere come una narrazione (facilitata dalle date che scandiscono la nostra precedente carriera lavorativa e formativa), non va mai dimenticata l’efficacia della sintesi: troppe righe scoraggiano il selezionatore a proseguire la lettura fino all’ultima pagina e questo è normale se si pensa che generalmente il curriculum inviato si confonde in mezzo ad altre centinaia.

Non avere paura di tralasciare informazioni: inserisci solo ciò che è prettamente legato alla posizione che l’azienda richiede in quel momento. Lasciati degli assi nella manica da giocarti durante il colloquio di lavoro in risposta alle varie domande: è un’abilità anche quella di riuscire a inserire nelle argomentazioni delle competenze non descritte nel Curriculum, sfruttando le richieste del selezionatore.

 

Lettera di presentazione

 

L’immagine metaforica che meglio si addice alla lettera di presentazione è il biglietto da visita. Come tale, deve essere concisa e breve e deve riuscire a riassumere le informazioni fondamentali. Infatti, così come in un biglietto da visita è immediatamente contestualizzabile lo specialista che ne è proprietario, le informazioni sulla sua occupazione e i suoi contatti, così la lettera di presentazione deve sapersi collegare immediatamente all’azienda a cui la stai mandando. Deve essere chiaro che la tua candidatura non è casuale, ma che hai le caratteristiche che cercano per ricoprire quel ruolo e tutto questo deve emergere in poche righe nella lettera di presentazione.

Aspetto molto importante è che non dev’essere una copia del Curriculum Vitae: quando riceviamo un biglietto da visita non solo non ci aspettiamo di trovare le stesse informazioni che leggeremmo nella carta d’identità di una persona, ma le troveremmo anche inopportune e ridondanti.

Ricorda quindi gli aspetti chiave di una lettera di presentazione vincente: chiarezza, sintesi e capacità di suscitare la curiosità sufficiente a condurre il selezionatore a compiere il passo successivo di lettura del Curriculum.

 

Invio solo il Curriculum o allego anche la lettera di presentazione?

 

A questa domanda è facile rispondere dopo che si è fatta chiarezza sulla diversa finalità di questi elementi. Sicuramente la carta d’identità è più dettagliata e contiene le informazioni a cui sono interessate le aziende che stanno seriamente valutando di assumerti, d’altra parte un po’ di sana “pubblicità” tramite biglietti da visita non fa mai male e se non ti scelgono per questa selezione, può essere che ti protocollino la richiesta per un periodo futuro.

Inoltre allegare la lettera di presentazione potrebbe essere la strategia decisiva per dare un’immagine più completa di te e che può fare decidere la tua assunzione rispetto a chi non l’ha inviata.

Bisogno di informazioni o gola?

Ci sono alcuni modi di dire che riprendono verbi o aggettivi che si rifanno a dei bisogni come la sete o la fame. Queste metafore rafforzano   l’importanza dell’oggetto a cui si riferiscono e spesso si usano per connotare l’importanza che ha il sapere per la persona. Ad esempio abbiamo:

 

Sete di conoscenza:

 

Si dice per indicare una persona che non è mai sazia di conoscenza e che quindi cerca sempre nuove fonti di sapere per placare la propria smania. La sete è uno dei bisogni più forti nell’uomo e utilizzare questa metafora significa legare in modo indissolubile la conoscenza alla vita della persona di cui si parla. Infatti si usa solitamente per ricercatori, scienziati e intellettuali di spicco che si distinguono per studi approfonditi e duraturi che si scostano dalla fisiologica curiosità che sta nelle persone.

Fame di sapere

 

Essere affamato di sapere” si utilizza similmente alla metafora sopra e descrive persone che si mostrano sempre curiose e aperte alle novità e ai cambiamenti con un entusiasmo che si rinnova a ogni nuova scoperta.

 

Ci sono anche altre metafore meno marcate che si utilizzano per descrivere persone desiderose di sapere, come ad esempio quando si dice “Goloso di novità” oppure “Goloso di gossip”, ma sete e fame rimangono le più incisive quando si vuole marcare come la vita della persona sia pervasa dallo studio e dalla conoscenza.

Crozza: nuove metafore di Bersani a Italialand

E ieri sera Crozza è tornato con uno dei suoi personaggi più riusciti a Italialand, con in serbo numerose nuove metafore che riescono a strappare un sorriso anche in questo momento di crisi politica.

Ed ecco qui le metafore inventate per il personaggio di Pierluigi Bersani dell’11 novembre 2011:

– Siam mica qui a mettere i rayban ai girasoli, ragassi!!!

– Ragassi, siam mica qui a mettere il lasonil a Rambo!!

– Siam mica qui a pucciare i wafer nel latte alle ginocchia!!


– Siam mica qui a dividere la plastica dalla Santanchè, siam pazzi?!!!

– Siam mica qui a tirare il gomitolo al gatto delle nevi, orco boia!!

– Siam mica qui a insegnare pilates ai fenicotteri!!


Differenza tra me e te: metafore di Tiziano Ferro

Nell’ultimo singolo che sta spopolando su radio, televisione e internet, Tiziano Ferro non solo non delude le aspettative dei migliaia di fan, ma torna in scena con un ennesimo successo. L’apprezzatissimo cantante piace molto al pubblico oltre che per la sua voce, per il potere di arrivare dritto al cuore con parole sincere e incisive che lasciano a lungo il segno dopo averle ascoltate.

Nella canzone “La differenza tra me e te” ci sono in particolare alcune metafore che Tiziano Ferro ha scelto e che regalano ancora più potere a questo testo che ha scalato in pochissimi giorni le classifiche.

“.. Il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande..”

La metafora sottolinea che qualsiasi sofferenza o incertezza sparisce di fronte al sorriso dell’altra persona. La sua bellezza è tale da fare dimenticare tutto e donare felicità all’istante.

“..se la mia vita ogni tanto azzerasse l’inutilità di queste insicurezze..”


La vita di per sè non ha possibilità di agire, ma si personifica con una metafora per indicare la speranza che con le azioni di tutti i giorni si possano dimenticare le insicurezze che danno tanto tormento e vivere più serenamente.

“..Ma se un bel giorno affacciandomi alla vita, tutta la tristezza fosse già finita..”

La metafora della vita continua e stavolta la tratta come fosse un punto da cui poter guardare, da cui avere una panoramica del suo andare e scoprire che non sta più soffrendo. Il cantante mette in risalto come a volte, paraddossalmente, non ci rendiamo conto di quello che proviamo perchè siamo presi a vivere i singoli momenti e perdendo la visione d’insieme non ci rendiamo conto che un brutto periodo può essere passato e ci siano già stati cambiamenti. A volte è necessario riuscire a distaccarsi e guardare da un altro punto di vista per poter seguire le nostre evoluzioni.

E ora non mi resta che augurarvi buon ascolto..

Ci facciamo cuocere o siamo reattivi?

Questa è una breve storiella che rappresenta con una metafora la triste situazione dell’Italia oggi. La tendenza a lasciarsi andare, adagiandosi all’andamento dei fatti, è molta, anche in tempi in cui più che mai bisognerebbe farsi sentire. Ma non scoraggiamoci, siamo sempre in tempo a riprenderci il nostro futuro!

metafora italiani

Curriculum vitae: espressioni da evitare assolutamente

Prendendo spunto da una raccolta di strafalcioni scritti nei Curriculum Vitae e messi in rete dal sito www.ridichetipassa.net , riporto alcuni errori che mostrano immediatamente i danni che si possono fare utilizzando metafore inappropriate o inesatte.
Sono un laureato in economia e commercio, vi scrivo perché voglio diventare un manager con la A maiuscola...

(Si dice di essere qualcuno con la maiuscola iniziale per indicare che non si è uno qualsiasi, ma un manager ad esempio che si sa distinguere dagli altri e per questo va trattato come nome proprio: ma bisogna almeno avere l’accortezza di scrivere la giusta iniziale della professione!)

Vi chiedo di essere infiltrato nella vostra Banca dati…

(Il verbo infiltrare utilizzato in metafora ha un’accezione negativa e non è certo questa la connotazione che si vuol dare al proprio curriculum!)

In risposta al Vostro annuncio premetto che dispongo di un ampio bagagliaio d’esperienza

(In questo caso è errata la parola: bagaglio è ben diverso da bagagliaio!)

Sono in offerta speciale perché tra due giorni mi dimetto..

(Trattarsi come merce in saldo non ha assolutamente un valore positivo, inoltre in un CV bisogna sapersi vendere bene, non svendere!)

La vostra offerta mi inebria

(I fumi dell’alcol inebirano, un’offerta al massimo può stuzzicare, essere stimolante o entusiasmare!)

Vi allego una breve ma mi auguro chiara circumnavigazione delle mie esperienze professionali

(Sarebbero state appropriate metafore come “panoramica” oppure “quadro”, ma circumnavigazione è assoltamente fuori luogo ed esagerata)

La mia può sembrare un’Odissea, ma Ulisse in confronto non è nessuno, ho viaggiato per tutta la vita.

(La metafora è adeguata, ma dà l’idea di immodestia che spesso non è ben valutata in situazione di selezione)

Come potete vedere il mio è un curriculum variopinto

(Anche in questo caso la metafora non è appropriata!)

Nonostante sia saldamente in sella al vertice aziendale

(Questa metafora dà l’idea che si stia parlando di un fantino e non di un manager!)Sicuramente molte di queste metafore mal utilizzate vi avranno strappato una risata, ma non è questo l’obiettivo di un colloquio di lavoro, quindi occhio alle figure retoriche!!!