Olaz dà la buonanotte alle creme concorrenti

Di creme anti-età ce ne sono innumerevoli, ma ogni giorno continuano a comparirne di nuove che promettono sempre qualcosa in più (o meglio, sempre qualche ruga in meno!) di quelle già conosciute.

Spunta così tra le concorrenti Olaz regenerist che propone di dimenticare tutte le altre creme, dando loro la buonanotte. Recita in qusto modo la frase che cattura per prima lo sguardo nella pubblicità:

Vuoi risvegliarti con una pelle dall’aspetto rigenerato? Dai la buonanotte alle creme da notte tradizionali.”

Oltre al gioco di parole riferito alle creme per trattamenti notturni, la metafora di dare la buonanotte sottolinea nella pubblicità l’invito ad abbandonare vecchi prodotti per andare oltre i risultati ottenuti in passato e provare una crema che farà apparire la pelle più tonica e liscia.

Sui risultati reali non so esprimermi, fatto sta che la bellezza femminile è sempre una facile esca per i pubblicitari che invogliano all’acquisto donne perennemente insoddisfatte del loro aspetto e pronte a provare qualsiasi rimedio all’inevitabile invecchiamento. D’altra parte il desiderio di rimanere belli e giovani è da sempre condiviso sia da donne che da uomini ed è facile che prima o poi anche i più restii cedano alla tentazione di acquistare (magari di nascosto) uno di questi prodotti miracolosi.

Ventura accusa la Rai di desertificazione culturale

Nell’intervista rilasciata dalla Ventura a Vanity Fair (che si può leggere anche sul sito della rivista), la donna racconta del brusco passaggio da Rai a Sky. Il cambio di rete non è stato per niente tranquillo e gli screzi rimasti tra le parti vengono a galla nelle parole taglienti della conduttrice. Una frase che mi ha colpito è quella che ha usato per descrivere le scelte fatte dai suoi vecchi dirigenti:

Negli ultimi due anni è stata perpetrata, a danno della rete, una vergognosa desertificazione culturale.

Mi è piaciuta molto la metafora utilizzata dalla Ventura che rende chiaramente l’idea della situazione in cui ci troviamo. Il deserto è infatti privo di insediamenti, di acqua, di verde e la terra arida è talmente povera che è una delle poche che l’uomo ancora non è riuscito a sfruttare.

Questo paesaggio desolato ben rappresenta (purtroppo!) l’Italia negli ultimi anni che non è certamente un esempio di investimento culturale. Già Tremonti lo scorso marzo aveva replicato alle critiche riguardo i tagli alla cultura con un eloquente “provate a farvi un panino con la Divina Commedia”. Ma sentire parlare di deserto culturale anche in televisione, dove il livello medio dei programmi non è proprio elevato, è preoccupante!

La Ventura lamenta la mancanza di entusiasmo nella rete (a tal proposito menziona anche la Mediaset) e accusa per la carenza di idee e la scarsa professionalità il servilismo alla politica della Rai.

Alcuni stralci di intervista sono forse troppo coloriti dalla lingua ancora molto avvelenata per il “licenziamento”, ma sicuramente qualcosa di vero tra le parole della Ventura si scorge.

Si riapre il sipario!

Dopo la breve vacanza rigenerante (fa sorridere notare come l’aggettivo breve preceda troppo spesso la parola vacaze, ma quasi mai quella lavoro…) torno attiva per la caccia di metafore ordinariamente disperse nel mondo! Al mio rientro a casa ho già trovato un po’ di spunti da condividere con voi e vi ricordo che per qualsiasi suggerimento potete sempre scrivermi che sarò ben felice di leggere vostre considerazioni!

Buona lettura a tutti! Sia a chi continua le vacanze sotto l’ombrellone, che a chi ancora non ha abbandonato il lavoro!