Gradi di parentela per rafforzare l’amicizia

Quando si parla di persone a cui si è molto affezionati, si possono utilizzare dei gradi di parentela per rafforzare il legame agli occhi della gente che, non essendo di sangue, si basa solo sulle parole.

Dire ad esempio che il mio amico Giulio è mio fratello (o che Giulia è mia sorella), significa attribuirgli con una metafora un ruolo decisamente importante nella mia vita, scegliendo di averlo tra le persone con cui si hanno vincoli più stretti.

Allo stesso modo una ragazza giovane che viene aiutata, ospitata o supportata da una signora potrà considerarla madre e dal canto suo la signora potrà chiamarla figlia.

Si nota questo tipo di attribuzione anche quando nasce un bambino: gli amici dei genitori diventano spesso zii acquisiti di questo, trasmettendo al piccolo il concetto che di quelle persone ci si può fidare e che saranno delle figure presenti nella sua vita.

A volte questi legami sono utilizzati da persone a cui manca effettivamente il familiare di cui utilizzano la metafora, altre invece rimpiazzano in questo modo dei legami di sangue poco soddisfacenti, andando a scegliersi i membri della famiglia al di fuori della sua naturale costituzione.

Outplacement: come maturare una nuova identità professionale

Con Outplacement si intende il processo di ricollocamento che accompagna i lavoratori in uscita da un’azienda, all’interno della quale hanno solitamente lavorato anni, verso nuove organizzazioni. Solitamente questo momento in cui le persone tornano ad essere risorse nel Mercato del lavoro è sostenuto da specialisti (consulenti o psicologi) che supportano e direzionano la persona. Si tratta spesso di adulti con alle spalle un’esperienza lavorativa ampia e non abituate nè al precariato, così come lo stanno diventando i giovani di oggi, né tanto meno a pensarsi al di fuori del posto fisso, ormai mito di altri tempi.


Un primo passo fondamentale quindi per avviare questo processo è riuscire a far maturare una nuova identità alla persona. Ci vuole del tempo affinché la persona possa pensarsi come un disoccupato in cerca di lavoro, anche per la difficoltà emotiva che comporta, ma è necessario che riesca affinché possa avere la serenità e la motivazione necessaria alla caccia (a volte anche abbastanza lunga) di un nuovo impiego.

La metafora maturare rende bene l’idea del processo lento, ma che alla fine darà i suoi risultati. Così come per la maturazione di un frutto servono molti fattori favorevoli (clima, terreno,…) serve anche pazienza e cura: la stessa necessaria ad accompagnare l’adulto in questo cambiamento che inizialmente può destabilizzare.

La penna è un’arma che non teme nemici

“venite pure avanti,

voi con il naso corto,

signori imbellettati,

io più non vi sopporto

infilerò la penna

fin dentro al vostro orgoglio

perché con questa spada

vi uccido quando voglio.

Canta queste parole un Guccini arrabbiato con persone troppo attente all’apparenza e all’apparire, piene solo di immagine, ma senza valori e sogni da difendere.

Nel primo verso si trovano già due metafore con cui il cantautore affronta i suoi “nemici”:

infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio”

La penna è l’unica ma potentissima arma di cui dispone e la utilizza per ferirli in ciò che più li rappresenta. La metafora di infilare riesce a trasmettere perfettamente l’intento e a concretizzare l’orgoglio delle persone in modo da provocare quasi un dolore fisico col gesto.

Prosegue poi:

perché con questa spada vi uccido quando voglio”

Che la lingua possa ferire più di una spada è noto e l’intento è proprio quello: annientare anche solo in senso figurato quelle persone, uccidendole con parole che riescono a far sentire una persona infima, anche senza bisogno di un affronto fisico.

Müller dà la parola al piacere

“Dare la parola” è un modo di dire che si utilizza quando si concede a qualcuno la possibilità di parlare. Müller lo utilizza in metafora attribuendo la parola direttamente al piacere. Come persuadere meglio le persone se a consigliare uno yogurt è il godimento in prima persona?


Sul piacere Müller costruisce i suoi slogan ormai da tempo (chi non conosce “Fate l’amore con il sapore”?), ma per lanciare questo nuovo prodotto, che ha addirittura un sito proprio, ha deciso di puntare ulteriormente sulla sensazione provata nell’assaporare lo yogurt, sottintendendo che mangiandolo si entrerà in contatto diretto col piacere.

Non stiamo qui a discutere sulla veridicità o meno della frase (che in ambito di pubblicità spesso ha poca importanza), ma riconosciamo il merito alla capacità che ha di incuriosire almeno a un assaggio il consumatore!

Bisogna interrogare se stessi per ottenere qualcosa dalla vita

Ancora una volta torna l’argomento che tormenta molte persone a giudicare dal numero di citazioni sulla direzione che ognuno dà alla propria vita.

Se nello scorso post le metafore raccontavano di mare e vento, questa volta a parlare è Ben Stein, attore e scrittore americano, che consiglia i suoi lettori in quesot modo:

Il primo passo per ottenere dalla vita le cose che volete, è decidere cosa volete.”

Fare il primo passo è una metafora utilizzata per dire che si intraprende un cambiamento, una decisione, un progetto: per cominciare qualcosa bisogna sempre partire da una piccola azione (a volte anche solo simbolica) che metta nelle condizioni di sperimentare la nuova strada. E così come il bambino dopo i primi passi impara presto a camminare e correre, anche quando si comincia qualcosa seguono una serie di eventi a cascata nella direzione intrapresa.

Stein sottolinea però che prima di dare inizio a qualsiasi cosa che porti ai frutti sperati, bisogna avere ben presente quali sono le cose che vogliamo, dopodichè sarà chiaro anche cosa chiedere alla vita e cosa aspettarsi!

All’oscuro di tutto..

Ieri abbiamo visto come mettiamo in luce le parole, oggi parliamo di quando queste sono all’oscuro. Riporto alcune delle metafore che utilizziamo sul buio/ombra per esprimere scarsa comprensione e situazioni di dubbio:

Buio

Ci sono ancora degli aspetti bui al riguardo”

Si utilizza per indicare che rispetto a una determinata situazione c’è qualcosa che non torna e che non è convincente.


Oscuro

E’ utilizzato nell’accezione di “buio” (vedi sopra): oltre a connotare scarsa chiarezza, è spesso accompagnato da sospetti rispetto quanto si sta ascoltando/ leggendo.

Ombre

Ci sono delle ombre” si dice quando una situazione è poco chiara, anche se nel complesso comprensibile. Si utilizza anche rispetto al passato di una persona, quando è stata protagonista di eventi poco onorevoli.

Queste metafore del chiaro/scuro nel parlato le usiamo davvero spessissimo, ma l’abitudine è tale che molte volte non ci accorgiamo!

Parliamoci chiaro

Buon inizio settimana a tutti!

Oggi facciamo un po’ di chiaro sulle metafore che utilizziamo per indicare quanto sia comprensibile, condivisibile un discorso o un’idea. In particolare il chiaro, la luce sono associati a qualcosa che si è capito e che è stato considerato utile nel discorso.

Alcuni esempi per vedere come utilizziamo queste metafore:

Fare luce

Si dice quando si hanno maggiori informazioni rispetto alla situazione di partenza, quando si hanno indizi ulteriori che permettono di fare il quadro della situazione, di notare cose che inizialmente non erano visibili.

 

Chiarire

O fare chiaro: si chiedono e si forniscono chiarimenti su qualcosa che non è stato compreso o che risulta incompleto a chi ascolta. Così come la luce ci permette di vedere zone che prima erano in ombra, ulteriori frasi e parole ci permettono di comprendere meglio il significato.

 

Illuminante

Si utilizza per dire che l’idea/il discorso sentito ha permesso un punto di vista nuovo o una comprensione più profonda. Ad esempio “Con i suoi discorsi mi ha illuminato!”

 

Idea brillante

In questo caso la lucentezza e il chiarore vengono utilizzati come aggettivo per connotare un’idea degna di nota, decisamente ottima rispetto a quelle emerse fino a quel momento.

 

Con la stessa accezione della luce, si utilizzano le metafore del buio e dell’ombra per denotare scarsa comprensione, ma questo lo vedremo nel post di domani!

 

Esodo estivo: italiani incolonnati, come ogni agosto

Così come gli ebrei hanno abbandonato l’Egitto, si parla di esodo ogni estate per descrivere lo spostamento degli italiani per le ferie.

Visto che la maggior parte di noi può godere le tanto attese vacanze solo ad agosto, l’esodo risplende in questo mese come il sole sulle auto incolonnate in autostrada.

Partenze intelligenti, viaggi notturni e rientri anticipati spesso non sono in grado di far fronte a questo fenomeno e ogni anno gli automobilisti si ripromettono che le prossime vacanze partiranno ancora prima o addirittura andranno in aereo o in treno.

L’agosto successivo però i problemi si ripetono, ma si continua a tenere duro visto che pochi sono disposti a rinunciare al momento di evasione annuale.

Solo qualcuno ci guadagna con l’esodo e questo lo sperimentano tutti quegli italiani che sono costretti a pagare le ferie secondo la temuta casella del listino prezzi “alta stagione”…

Uniti sotto la stessa bandiera

E’ un’espressione per indicare persone che si aggregano (anche solo virtualmente) per uno stesso obiettivo finale: si impegnano e collaborano per il medesimo fine, anche se tra di loro sono molto diverse per svariati aspetti.

L’esempio più facile per comprendere questo modo di dire è quello dei tifosi che,  nonostante siano perfetti sconosciuti, sviluppano immediatamente simpatia tra di loro creando un alleanza che a volte è ulteriormente rimarcata per differenziarsi dai tifosi avversari.

Altro esempio sono gli operai della FIAT in questi ultimi tempi: sebbene siano notevolmente diversi tra di loro e probabilmente gli aspetti che infastidiscono le varie persone fino a portarle a scioperare sono leggermente distinti, si uniscono per difendere gli stessi diritti che diventano la bandiera che dà forza e permette di creare scompensi che arrivino fino ai media.

Infine proprio il web è uno degli ambienti che dà maggiori possibilità di ritrovo per persone lontane geograficamente ma che condividono alcune idee e riescono a realizzare raccolte di firme, forum e tutte quelle comunità che si creano e sono ospitate dalla rete.